Le industrie del giradischi
LESA
La LESA nasce a Milano nel 1929 in corso Italia come piccola impresa artigianale con tre operai e due titolari, ma rapidamente si espande costruendo uno stabilimento in via Bergamo che la guerra vede in parte distrutto, ma prontamente rimesso in grado di riprendere la produzione. Agli inizi degli anni 50 la forza lavoro arriva a 800 dipendenti.
Sotto la conduzione oculata del suo proprietario l’attività della ditta si amplia, assume sempre maggiore importanza nel campo commerciale divenendo l’unica azienda italiana in grado di produrre giradischi di alta qualità, per quei tempi, all’avanguardia. Anche la componentistica per apparecchi, non solo del settore, dimostra la propria validità in campo non solo nazionale, al punto che via Bergamo non è più sufficiente: nascono lo stabilimento di Tradate (per il settore della fonia) nel 50 e nove anni dopo quello di Saronno (la cui produzione era indirizzata agli elettrodomestici), ognuno occupando mille persone.
Le industrie erano i maggiori clienti. La Mivar, l’Autovox e altri nomi importanti si rifornivano da loro. Chi faceva radio con il giradischi comprava il giradischi LESA.
Non esisteva solo LESA Italia, c’era anche LESA France, LESA USA (“Dove vi era una sede che si occupava di ricerche di mercato per “piazzare” i giradischi con il design americano”), LESA Germania e LESA Svizzera a riprova della potenzialità di questa industria.
Poi avviene l’inevitabile, LESA non poteva reggere il progresso. Se non c’è la possibilità di costruire quello che c’è in un giradischi non c’è la possibilità di reggere la concorrenza. I motori dei giradischi dovevano essere acquistati in Giappone con i costi che ne conseguivano. Anche quando hanno iniziato a produrli in proprio vi era il bisogno di certi componenti che arrivavano da oriente.
Nel 1972, per i motivi di cui si diceva prima e per il fatto di non poter far fronte alla concorrenza dei prodotti giapponesi,viene dichiarata fallita.



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