L'evoluzione dei materiali nel giradischi
Il giradischi pensato da Emile Berliner ha subito molti cambiamenti nel corso degli anni, questi sono dovuti soprattutto all'evoluzione dei materiali di cui è composto. Vediamo come sono cambiati i materiali strettamente legati alla trasformazione delle vibrazioni (date dal solco del disco) in segnali elettrici da amplificare
La testina (o pick-up)
Esistono tre tipologie di testine fonografiche: piezoelettriche, ceramiche e magnetiche. Le piezoelettriche e le ceramiche sono molto simili, hanno un livello di segnale uscita piuttosto elevato quindi non hanno bisogno di preamplificazione del segnale in uscita. Per la loro conformazione hanno però l'inconveniente di esercitare una pressione più elevata sui dischi, rovinandoli dopo ripetuti ascolti. Inoltre non riescono a riprodurre le frequenze più elevate limitando di fatto la fedeltà di ascolto. Per questi motivi questi due tipi di testine non sono stati più utilizzati negli apparati audio, dando la preferenza alle testine magnetiche.
Esistono tre tipologie di testine fonografiche: piezoelettriche, ceramiche e magnetiche. Le piezoelettriche e le ceramiche sono molto simili, hanno un livello di segnale uscita piuttosto elevato quindi non hanno bisogno di preamplificazione del segnale in uscita. Per la loro conformazione hanno però l'inconveniente di esercitare una pressione più elevata sui dischi, rovinandoli dopo ripetuti ascolti. Inoltre non riescono a riprodurre le frequenze più elevate limitando di fatto la fedeltà di ascolto. Per questi motivi questi due tipi di testine non sono stati più utilizzati negli apparati audio, dando la preferenza alle testine magnetiche.
Il primo tipo commerciale di testina fonografica fu introdotto nel 1925. Sebbene elettromagnetica, era molto distante dalle recenti elettromagnetiche: conteneva un voluminoso magnete a ferro di cavallo e impiegava la stessa tecnologia “usa e getta” delle puntine in acciaio che furono lo standard di registrazione dei primi dischi apparsi a fine ‘800. Questo tipo di pick-up dominò il mercato fino a quasi tutti gli anni ‘30, ma sul finire del decennio fu rimpiazzata dal tipo piezoelettrico. Nel secondo dopoguerra, al posto di lettori con pick-up pesanti, vennero introdotte testine con puntine a lunga vita in zaffiro o metalli duri come l'osmio. Comunque, le incisioni per uso domestico giravano a 78 giri ed erano fatte di materiale abrasivo come la gommalacca atta a ospitare la puntina nel solco.
L'introduzione dei 33 1/3 giri in vinile, nel 1948 e del 45 giri nel 1949 spinse gli appassionati ad aggiornare i lettori giradischi con testine fonografiche dotate di puntine "microsolco".
Così Zaffiro e diamante divennero materiali standard. Le nuove puntine vennero installate in piccole e leggere testine piezoelettriche di cristallo o ceramica. Durante gli anni '50 una nuova generazione di testine magnetiche (costruite in ferrite, permalloy o sendust) apparve sul mercato, incontrando il favore degli audiofili vista la loro superiore alta fedeltà. Divennero ben presto lo standard in tutti i lettori giradischi, economici e hi-fi e lo sono ancora oggi.
Il cantilever
Il cantilever è una sorta di “tubicino” che sostiene il pick-up di lettura. Nelle prime testine più commerciali ed economiche era costituito da alluminio o boro, oggi in quelle più ricercate, possiamo trovare cantilever fatti da rubino, diamante, berillio o addirittura fibra di carbonio per le loro caratteristiche intrinseche di leggerezza ed allo stesso tempo di grande rigidità
Il disco
Il disco in vinile, noto anche come microsolco, è un supporto per la memorizzazione analogica di
segnali sonori. È stato ufficialmente introdotto nel 1948 dalla Columbia records negli Stati Uniti d'America come evoluzione del precedente disco a 78 giri, dalle simili caratteristiche, realizzato in gommalacca (resina naturale ottenuta dalle secrezioni dell'emittero femmina, raccolto dalla corteccia degli alberi su cui lo deposita)
Le migliori qualità del vinile (PVC) rispetto alla gommalacca permisero di ridurre lo spessore dei solchi, diminuire il paso della spirale e abbassare la velocità di rotazione da 78 a 33⅓ giri per minuto




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