Sintesi finale
Tre mesi fa ho intrapreso il percorso che mi ha portato a conoscere il giradischi sotto molti aspetti, e devo ammettere che questo oggetto, affascinante da un punto di vista estetico ed articolato per la vastità dei materiali che lo compongono, mi ha piacevolmente colpito.
Ora riesco a comprendere meglio le emozioni di Egon, il protagonista de "Il giradischi di Tito", che tanto desiderava questo oggetto.
Naturalmente dagli anni 70 (anni in cui è ambientata la sua storia) ad oggi, il giradischi ha subito una grande evoluzione; proprio per questo, di fondamentale importanza è una guida che ci permetta di entrare nei dettagli di un oggetto così complesso.
Questi progressi, anche dal punto di vista dei formati di riproduzione dei dischi, sono avvenuti grazie a delle aziende che hanno deciso di investire sia sul prodotto che sulla sua pubblicizzazione.
Intorno agli anni 90, però, a causa dei CD e della tecnologia USB, il giradischi ha subito una profonda crisi.
Per fortuna nell'ultimo decennio, grazie anche ad un giovane italiano, unendo il meglio dei "due mondi", del prima e del dopo, è stato possibile far tornare "di moda" il giradischi in tutte le sue tipologie.
Per fortuna nell'ultimo decennio, grazie anche ad un giovane italiano, unendo il meglio dei "due mondi", del prima e del dopo, è stato possibile far tornare "di moda" il giradischi in tutte le sue tipologie.
Ho apprezzato molto questo oggetto perché da sempre la musica è parte della mia vita, ed è innegabile che essa, ormai da molti secoli, fa da cornice a contesti artistici, culturali ed anche scientifici.
Grazie alla musica è possibile provare delle emozioni fantastiche, che nessun'altra forma di comunicazione può esprimere; proprio per questo voglio concludere il mio percorso con una frase di Richard Wagner:
"Là dove si arresta il potere delle parole, inizia la musica"



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